Dojo e laboratorio di narrazione: i ninja inventano personaggi e azioni in libertà

Un doppio dojo aspettando  la primavera, il 19 marzo alla Link Campus University, che  ha accolto la community di CoderDojoRoma. Ninja, genitori, mentor per una mattinata di giochi in libertà per tutti.
Per i più piccoli SpringNinja, un laboratorio Scratch  che ha visto principianti dai 7 ai 10 anni, pronti a realizzare storie, animazioni e  videogame con tantissimi blocchi colorati.
Per i ragazzi più grandi, nel laboratorio Samurai challenge, le buone intenzioni dei mentor sono state bypassate con successo da ninja storyteller che hanno rapidamente preso gusto nel mettere insieme, parole, azioni, ambienti per raccontare una storia, che ha cominciato sul finire della mattinata a prendere corpo sullo schermo dei computer con Scratch.
E’ andata così: metti insieme dei mentor che di mestiere “raccontano storie”, preoccupati di portare pennarelli, fogli, cartoncini colorati e altro ancora, e dieci  ninja, consapevoli di partecipare a un dojo challenge, quindi sfidante e un po’ a sorpresa. Hanno mantenuto sin dall’inizio un atteggiamento serafico, seduti tranquilli intorno a un tavolo rettangolare, naturalmente pronti a mettere insieme tutti gli elementi di uno storyboard per un game che si sarebbe animato con la consueta spontaneità. Nell’altra aula della Link un dojo di tema primaverile, facilitato dalla capitana in forza alla nostra “ciurma”, Mentor Agnese, che ha condotto sino alla fine un bel gioco di fiori e cestini colorati che le ninja, con qualche maschietto, (ma erano bambine in maggioranza) hanno arricchito con la loro fantasia, qualcuno con particolare romanticismo.

Il laboratorio di narrazione è iniziato con una calma apparente. I mentor a turno si sono messi a scrivere nel grande blocco di carta cosa serviva per inventare una storia.
Mentor Vinicio aveva preparato una sequenza di parole.  Per fare una storia, ci vuole: un eroe, un universo, tanti ostacoli, una missione, molta creatività e passione.
I ninja hanno pensato a quanti universi frequentano nei loro giochi, dai più famosi videogame, all’ambientazione dei film più belli, più avventurosi o fantascientifici. E così sono volate le proposte, con il monito di mentor Vinicio: “Pensate, riflettete su cosa può essere realizzabile, poiché bisognerà crearli dal nulla, e fare muovere insieme, personaggi, sfondi, azioni ed emozioni, sullo schermo del computer utilizzando il programma Scratch”.
Archiviati i fantasiosi personaggi degli ultimi film sul futuro, quelli delle ere fredde, freddissime o glaciali, è cominciato un semplice guardarsi intorno.
Una presa di consapevolezza della realtà: cosa ci fa un bel gruppo di bambini intorno a un tavolo? Cosa hanno lì davanti agli occhi, e a portata di mano? Chi è l’eroe di questa giornata, e come potrà portare a compimento una mission impossible con tutta la sua astuta creatività?

I bambini hanno immediatamente capito il meccanismo: la creatività è la vera protagonista della storia, e i personaggi si muovono con questo magnifico motore. L’eroe dove lo andiamo a cercare? Quale armatura digitale lanciarazzi potrà mai indossare? E se invece fosse un ragazzino con le mani nude, proprio come noi?
Sìììì, hanno confermato 20 mani alzate.
La missione: può sembrar semplice ma non è così. Apparentemente questo mitico ragazzo deve andare a buttare un foglio accartocciato nel cestino. Sarebbe semplice, se non ci fosse un gran vento che lo ostacolasse, che gli ruba la carta dalle mani, che la farà danzare nello spazio spinta dall’aria. Ma questo vento da dove verrà mai, se tutte le finestre sono chiuse?
Un ventilatore possente e dispettoso nasce dalle proposte di Giovanni, e con Valerio cercano di mettersi d’accordo sulla forma e la direzione.
Il ventilatore è fuori dalla finestra o dentro la stanza?

E il cestino? Quanto è distante? Mentor Cristina si è messa alla lavagna per scrivere tutte le idee, con grande precisione e con due orecchie spalancate per non perdere neanche una sillaba. Mentor Loredana con mentor Francesco (che ha fotografato ogni istante) hanno dato una mano a formare le coppie di sceneggiatori.
Il bambino è stato disegnato da ninja Francesco: un’immagine di un ragazzino esile, ma con una chioma  già pronta a frangere vento.
I mini sceneggiatori si sono divisi i compiti. L’universo scelto, entro il quale l’azione si sarebbe compiuta,  è stata la stanza, ma una stanza con una finestra, e con vista. Lorenzo, Leonardo con l’aiuto del mini mentor Pietro, hanno appena accennato il disegno su un foglio di carta, per correre a realizzarlo sullo schermo di Scratch in poco tempo. L’hanno poi  perfezionato con il contributo di Elia,  che aveva già disegnato un panorama di montagne geometriche emerse dalla sua personale finestra.
Il foglio di carta è stata una bella sfida: Diego ed Elisa hanno provato diverse soluzioni. Quanto doveva essere accartocciato? Non troppo. Infatti sarebbe dovuto rimanere leggero per far passare il vento tra le sue pieghe. Mica facile da disegnare, ma dopo alcune prove ( e sì chiamiamoli pure bozzetti),  alla fine la pallina di carta frutto dell’accordo dei due ninja è risultata molto convincente, capace di dondolare, di rotolare, altalenare,  e ondeggiare.
Giovanni e Valerio si sono impegnati  a disegnare il vento.
Il ventilatore potrebbe avere gli occhi? Soprattutto, vogliamo parlare delle onde. Quelle sì che servono a spostare l’aria. Vari “modelli di onde” sono stati tracciati con delicatezza sul foglio di carta. I due ninja storyteller le hanno modulate, arricciate, misurate e poi .. inaspettatamente il vento ha cominciato a soffiare.

Sul cestino, Elia e Pietro sono andati sul classico, un bel cilindro, con coperchio mobile. Ma nulla di certo sui suoi movimenti, e sulla sua attitudine a collaborare con l’eroe o col vento. Definiamolo un cestino innocente, ma solo in apparenza.
I disegni sono stati tutti fotografati da mentor Francesco, che li ha riversati con una chiavetta sul computer dei ninja, e con le funzioni di Scratch, quei disegni sono stati smarginati e messi in movimento.
La sessione è volata, e aspettiamo il prossimo dojo per animare tutta la storia. Ognuno ce l’ha ancora in testa.
Quel vento promette di essere davvero capriccioso.
Chissà forse un aiutante magico, dopo aver assistito ai vari tentativi disegnando nell’aria le volute del nostro foglio accartocciato,  lo accompagnerà nel cestino, come d’incanto.

Una piccola notazione da lettrice (qualche volta scrittrice):  i bambini hanno capito, senza esprimerlo a parole, che difficilmente l’eroe compie concretamente l’azione ma sono le circostanze a determinare il suo percorso. Il bambino disegnato da Francesco aveva gambe e braccia esilissime, ma la sua testa capelluta e con le ciocche scompigliate dal vento lo ha messo subito nella veste  di un eroe coraggioso sì, ma gentile che si fa condurre dall’intrecciarsi di azioni non previste.
E la fine della storia non la conosce nessuno, prima..
Una lezione da imparare a memoria soprattutto per gli adulti.

Il dojo dei ninja che per la prima volta si cimentavano con i blocchi di Scratch, ha portato i partecipanti ad arrivare agevolmente sino alla fine del gioco:  infatti tutte e tutti sono riusciti a raccogliere in un cestino in movimento una pioggia di fiori colorati. Fiori che sono stati un po’ modificati, nei toni pastello sino ai gialli sfacciati e ai rossi ardenti. Qualche petalo stilizzato, o in forma geometrica, è andato a finire nella bocca spalancata di un dinosauro che si è sostituito al cestino, risvegliato dai profumi di metà marzo.
Anche in questo caso a tenere il filo rosso del lavoro in équipe, della collaborazione, del creare in allegria e in un clima di libertà,  sono stati i più giovani tra i mentor. Infatti già da qualche sessione un team di mini mentor sta attivamente assistendo la community di CoderDojoRoma. Hanno 11 anni, sono esperte ed esperti di Scratch, e diventano ogni volta di più molto abili a facilitare il lavoro dei ninja, accompagnandoli nel loro viaggio  fantastico, a realizzare sullo schermo le loro idee e invenzioni.
A loro un saluto e un ringraziamento davvero speciale: alle mini mentoresse Valentina, Letizia, Anna e Michelle e al mini mentor Pietro.
Vi aspettiamo al prossimo appuntamento, non so se possiamo farcela senza di voi.

Da Coderdojo Roma, dai ninja, dai mentor e mini mentor, dai genitori, da tutta questa community festante l’invito al prossimo dojo.

Ciao!

Mentor Loredana loliva2011

 

 

 

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