Ninja, genitori e mentor insieme per il Safer Internet Day 2016

SID-16-UEUn dojo parecchio speciale quello di sabato 13 febbraio 2016: tutti i partecipanti al CoderDojo Roma,  nella sede della Link University, hanno avuto la loro lauta porzione  di “laboratorio”. I bambini, i loro genitori e i mentor, ormai una bella community,  hanno preso parte attivamente alla settimana del Safer Internet Day 2016 (#SID2016). Un’iniziativa della Commissione Europea per promuovere l’utilizzo sicuro di internet e delle nuove tecnologie online, con  attenzione speciale nei confronti dei bambini.

I ninja, bambine e bambini dai 7 ai 10 anni, anche con poca o nessuna esperienza di programmazione hanno ripassato con il mentor Gianluigi le regole generali di Scratch, per giocare e creare storie, videogame e animazioni con i tanti  blocchi colorati.

In un’altra aula dell’università, insieme al mentor Aldo, un gruppo colorato e curioso di ragazze e ragazzi dagli 11 ai 15 anni, ognuno con il proprio  smartphone o tablet Android,  ha sperimentato con soddisfazione Pocket Code e Pocket Paint.

Tra i piccoli si è consolidato un agio a coordinare i movimenti, i colori, le situazioni, o ribaltamenti di tutti i personaggi che danzano ormai senza timidezza, liberi e felici negli schermi. I nostri ninja imparano sempre di più a lavorare in team,  a risolvere i problemi che si presentano di volta in volta. E se una bimba con una codina legata da un fiore rosa e sguardo più che vispo ha dimenticato il pc, un ninja gentiluomo, dagli occhi azzurro cielo, le condivide il suo, all’inizio con atteggiamento prudente. Durante le evoluzioni dei personaggi del videogame che si stava inventando, le due teste si sono avvicinate per guardare nella stessa direzione, e il computer del ninja gentlemen era quasi un mezzo, un unico strumento per due menti fantasiose e intraprendenti. Alla fine del dojo è trapelato che i due videogamers  si sono divisi i compiti: lei ha scelto i personaggi, li ha vestiti  e decorati, lui ha mosso lo storyboard del gioco con il mouse e i tasti del computer. Ma in realtà, la nostra ninja “dimentichina” ci ha raccontato che le decisioni sono state prese sempre in accordo, e anche l’interazione tra i personaggi, gli oggetti e il movimento sono stati frutto di un leale confronto.

Il dojo per i genitori  si è svolto in contemporanea con le attività dei ninja. Mentre i piccoli scrivevano il codice, per i genitori c’è stato modo di soffermarsi in un bella riflessione sulla sicurezza informatica e alcune semplici regole da rispettare per un uso consapevole della rete, con esempi pratici di come poterla usare al meglio con i figli.
Il dojo dei genitori è stato animato da due mentor piuttosto blasonate per quanto riguarda le conoscenze tecniche del web, e la loro competenza su tutti gli strumenti per proteggere i bambini da alcuni pericoli che possono arrivare dall’utilizzo di internet: le mentor  Gabriella e Camelia sono a loro volta mamme di ninja. Gabriella Paolini si occupa di formazione e e-learning al Garr (la Rete telematica dell’Università e della Ricerca); Camelia Boban coordina l’Area Educazione della regione Lazio at Wikimedia Italia, ed è membro del Google Developer Group L-Ab. Esperte ma anche mamme alle prese con bambini dell’età dei ninja che hanno partecipato attivamente ai CoderDojo, che stanno davanti allo schermo di un PC, utilizzano i vari device, e devono farlo in modo sicuro, protetto e nello stesso tempo libero e creativo.
Il messaggio è il solito e formidabile del CoderDojo, che bambini e adulti possono seguire con gioia e naturalezza: “Above all, Be Cool: bullying, lying, wasting people’s time and so on is uncool” (Prima di tutto, sii in gamba. Fare il bullo, mentire e far perdere tempo agli altri non è da persona in gamba).

Le presentazioni delle nostre due esperte informatiche si possono consultare a questi link.

Mentor Camelia ha raccontato ai genitori dei ninja come gestire i diversi sistemi operativi, come attivare tecnicamente il controllo da parte degli adulti e genitori nell’uso dell’antivirus, nel decriptare parole chiave e nel consultare le black list; ha consigliato le impostazioni del browser e le necessarie restrizioni. Informazioni preziose per tutti sull’uso di alcuni specifici motori di ricerca, e ovviamente tutte le raccomandazioni del caso sull’utilizzo dei Social Network, su privacy e condivisione.

Mentor Gabriella ha fatto girare le sue riflessioni e preziose informazioni, intorno a una regola d’oro che su internet come nella vita reale ha dato ai suoi figli, a partire dal suo più piccolo che ha solo 7 anni: “Tratta gli altri come vorresti che trattassero te”.
E per i genitori? Tanti consigli, frutto di una vita vissuta per lavoro nella Rete, e anche come mamma accanto ai figli che scoprono il web e se ne innamorano.
Anche in questo caso ci sono regole d’oro, almeno tre:
1 – Non lasciamo i nostri bambini da soli davanti al computer
2 – Cerchiamo di stare al loro livello/passo tecnologico, così potremo capire il loro linguaggio e il loro modo di vivere la rete.
3- Non vietare ma cercare di controllare, di monitorare, di regolamentare e di valorizzare l’uso di questa forma di comunicazione.

Mentor Gabriella ha ricordato a tutti noi che la rete è come la vita reale, in cui ognuno vorrebbe, dovrebbe, comportarsi bene, stare attento, captare quando aver fiducia o difendersi. E se si sbaglia, come ogni giorno della nostra vita c’è sempre tempo e modo per chiedere scusa. Possibilmente, guardandosi negli occhi.
I genitori hanno partecipato attivamente con le loro esperienze e le loro domande, in un clima di consapevolezza e di condivisione: la protezione da disagi che possono arrivare ai bambini proprio dalla rete riguarda tutti gli adulti.
Lo sanno bene i mentor del CoderdojoRoma, che s’impegnano con particolare attenzione a rispettare le regole di privacy, dei ninja sin dal momento in cui mettono piede nei luoghi dove si svolgono i laboratori, alla presenza dei genitori durante un dojo. Che hanno imparato a stare a una felice distanza dai loro figli, presenti quando hanno bisogno di loro, facendoli lavorare in autonomia, rendendoli consapevoli che mamma, papà, o entrambi, sono  vicini se ne hanno bisogno.
Alla fine della mattinata, dopo che i ninja con i loro genitori, hanno raccolto computer, batterie e attrezzature, confrontato i loro lavori e salutato i mentor, una breve pausa prima di una nuova attività.

Quale? Il dojo dei mentor, per la seconda volta riuniti a seguire un laboratorio di Processing con il mentor Alessandro, un linguaggio di programmazione specifico per realizzare animazioni, immagini e interazioni.
Mentor Alessandro ci ha spiegato che Processing è usato anche da visual artist e ricercatori, e imparandolo possiamo inventare animazioni, colorate, dinamiche e fantasiose.
Per il momento chi  scrive è riuscita a realizzare sullo schermo  del computer solo un bel quadro astratto, ma vuole migliorare!
Tra i mentor c’è chi è sicuro che capirà di più quando ci sarà un dojo con i ninja, su questo linguaggio di programmazione, giocando.
Una bella giornata: ninja, genitori, mentor impegnati insieme a imparare. Una comunità che cresce, in allegria e fiducia.

Evviva!

Vi aspettiamo tutti, al prossimo dojo.

mentor Loredana @loliva2011

 

  

 

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