Ultimo dojo 2015, lab per tutti i gusti e per tutti i ninja

IMG_20151212_110441Una scorpacciata di creatività nell’ultimo dojo dell’anno 2015, il 12 dicembre, durante la Computer Science Education Week dell’iniziativa Hour of Code.

Gli instancabili mentor del CoderDojo Roma hanno organizzato nella sede del Bic Lazio di via Casilina tre laboratori pieni di sorprese, di nuove attività, di linguaggi di programmazione, che la maggior parte dei  bambini partecipanti non avevano mai praticato. Ma niente paura, quando l’energia e la passione risuonano accordandosi insieme, la voglia d’imparare coinvolge tutti, e accade la magia della conoscenza insieme con la gioia e il divertimento.

Le formazioni di Ninja e Mentor visivamente si presentavano nel seguente schieramento. Laboratorio Hour of Code, il più affollato si è svolto nella stanza grande che i nostri amici e complici del Bic Lazio ci mettono a disposizione: i minicoder neofiti sperimentavano la programmazione a blocchi con  Scratch, come ci riferisce il supermentor Valerio, nella prima parte programmando intorno al mondo di Minecraft.  Valerio ha guidato i ninja negli scenari e tra i personaggi e le relative dinamiche del videogioco Minecraft. E ci ha raccontato come: “I ragazzi si siano comportati molto bene durante la prima parte, riuscivano tutti a risolvere i problemi senza troppe difficoltà. Molto attivi,  proponendo soluzioni giuste”. Hanno interagito tra loro, cogliendo  l’opportunità che questo game offre:  esplorare un mondo generato casualmente, e che può essere modellato con la propria creatività, modificato e adattato alle esigenze di chi gioca, sia che si tratti di sabbia, terra e molti altri elementi. Non è la prima volta per  i bambini dai 7 anni in su che hanno già frequentato il nostro dojo di avere avuto un approccio diretto con l’architettura di un videogame di successo e poterlo modificare  mettendoci dentro il “proprio film”.

Anche questa volta hanno sperimentato una abilità nuova, certo con la guida di mentor che sanno stimolarli e appassionarli. Continuando ad esplorare le aule laboratorio, superando un corridoio e l’angolo merenda, lo scenario è assai più movimentato.

Nonno matematica, che abbiamo presentato  nell’ultima dojocronaca,  stavolta si è armato di chitarra e ha incitato le squadre impegnate nella sfida matematica con il Numicon suonando e cantando. Il gioco è rimasto saldamente in mano alle tre caposquadra, tre ninja che hanno gestito i loro giocatori mandandoli a occhi chiusi e a suon di musica a conquistare le placche Numicon per comporre la famosa tavoletta. IMG_20151212_110341
I bambini sono riusciti a dare un valore numerico, a colpo d’occhio, alla tavoletta composta dalle forme geometriche bucate del Numicon. A volte indovinano, talvolta ci vanno vicini: si impara anche a tentativi! I più piccoli hanno capito subito il meccanismo: si sono guardati le manine, le loro dieci dita, e hanno ricordato quanti di quei fori nella plastica avevano toccato a occhi chiusi e così, osservando la tavoletta alla quale mancavano proprio quei pezzi, si sono buttati, alcuni senza paracadute, a osare. Indovinando la quantità giusta.

Ma questa  era solo una fase preparatoria, tutti sarebbero stati coinvolti poco dopo per costruire dei video, con tablet e smartphone, filmando in stop motion ciò che hanno fatto con i pezzi del numicon, le città, i villaggi, le case, o con delle sculture, utilizzando una materia prima, assai familiare. Quale? Patate, grosse, piccole, piccolissime, irregolari, carote, kiwi, mele, e altro da far scorrere su sfondi colorati che riproducono quadri di pittori famosi, o di temi naturalistici. Loro occupavano uno spazio tra due sale, lavorando seduti per terra, poi intorno al tavolo. Come sempre allegri, in un caos gestito con competenza da nonno matematica e dai suoi mentor, che si mimetizzano volentieri tra i bambini, divertendosi anche loro. Uno spasso.

Poco più avanti e si cambia volume (di voci e suoni), postura e movenze, in un’aula di ragazzi adolescenti, tutti concentrati su Alice Game Jam con Pocket code, stavano lavorando concentratissimi, sui loro smartphone o tablet, seguendo alcune indicazioni che il mentor Aldo fa vedere loro sulla lavagna luminosa. Alice game
Hanno chiuso la porta a vetri, i più piccoli con la matematica felice, la chitarra e il loro dinamismo forse li distoglievano un poco.
Sembravano proprio dei ninja grandi, più grandi della loro età, solo alcuni di loro hanno 13 o 14 anni, gli altri ne hanno meno. Ma i loro occhi, la piega  del capo, la postura della massima attenzione, li ha fatti crescere in consapevolezza.  Stavano facendo una delle cose più serie del mondo: giocare!

Ci rivediamo a gennaio 2016. Auguri e grazie dei vostri sorrisi!

Mentor Loredana @loliva2011

 

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